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Planning the otherwise

Co-produrre un nuovo patto sociale a partire da un territorio del Sud Italia

Sul progetto

Da almeno dieci anni in Europa e in Italia, le persone migranti che attraversano i confini internazionali sono costrette a vivere una condizione di estrema mobilità, temporaneità e precarietà, che mette in tensione il modo in cui le città sono tradizionalmente pensate e organizzate. Questa ricerca indaga il rapporto fra questa condizione e il territorio, chiedendosi se e come le politiche urbane e territoriali possano avere un ruolo in questa relazione – o averne uno ‘alternativo’ rispetto a quello che conosciamo. Per farlo, la ricerca adotta il territorio di Castel Volturno, come campo di osservazione e apprendimento.

Il progetto si sviluppa su tre azioni: osserva e descrive i modi in cui persone migranti in condizioni di precarietà usano il territorio; individua degli “ecosistemi di cambiamento”, nonché attori e pratiche che riescono a riconoscere e supportare le traiettorie di chi migra; delinea un collegamento con le politiche urbane e territoriali, attraverso laboratori di co-produzione con gli attori locali. 

Il progetto è finanziato attraverso una Postdoctoral Research Fellowship dell’Axa Foundation for Human Progress e supervisionata dal prof Andrea Rigon, presso il Dipartimento di Architettura del Politecnico di Milano. Il progetto è parte del lavoro di ricerca dell’Antenna Territoriale Castel Volturno del Centro Competenze per Territori Antifragili (CRAFT).

Su di me

Sono Martina Bovo, Principal Investigator del progetto Planning The Otherwise. Attualmente sono contrattista di ricerca e docente a contratto presso il Politecnico di Milano, ho una formazione in architettura e studi urbani e ho lavorato in Italia e all’estero, occupandomi sempre del rapporto tra città e migrazione. Oggi, di questo tema, mi interessa in particolare il rapporto con l’urbanistica e le politiche urbane.


Potete contattarmi a questa mail: martina.bovo@polimi.it !